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PENNE – Si apre il caso Penne. Una nuova inchiesta, aperta qualche mese fa, circa i rapporti fra l’ente vestino e la Società Intercomunale Gas spa (SIG) oltre che con la Vestina Gas srl (i cui consigli di amministrazione sono stati appena rinnovati) ha portato a sviluppi importanti, un blitz di Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili Urbani negli uffici comunali e nelle sedi legali delle società partecipate dall’ente locale pennese, che si occupano di gas, parcheggi pubblici ed illuminazione.

L’indagine era nata da un esposto circostanziato che lamentava la mancata attivazione del bollino verde per le auto ecologiche. Ma non solo. Anche dall’acquisto da parte della Vestina Gas srl, società tutta pubblica con 90 mila euro di capitale sociale in mano ai Comuni di Penne, Loreto Aprutino e Collecorvino, della sede (in via Caselli) che ospiterà anche la Tecnoservice srl, ditta locale che offre i suoi servizi alla Vestina Gas sprovvista di dipendenti.

La Guardia di Finanza è tornata nelle sedi societarie di via Caselli, 44 a meno di un mese al fine precipuo di acquisire nuova documentazione. La SIG, spa mista (che ha tre dipendenti a tempo indeterminato), gestisce i parcheggi pubblici del Comune di Penne in associazione temporanea d’impresa con la Cityservice srl, un’impresa locale.

Il nuovo caso Penne si innesta in un periodo turbolento per la comunità vestina, aperto dal  “caso delle strisce blu”  e continuato con le inchieste sulla Soget a Pescara per quanto concerne i tributi non pagati da politici e il caso dell’esattore arrestato con i soldi delle tasse non versati ai comuni dell’alta Val Pescara