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Una lunga, lunghissima campagna elettorale. Francavilla a giugno è chiamata alle urne per rinnovare il Consiglio Comunale e la “battaglia” è già iniziata.

Qualche certezza e qualche situazione ancora in divenire nel panorama politico locale. Dove non mancano i botta e risposta già aspri. Il panorama, comunque, risulta parecchio frammentato.

Il Centrosinistra non andrà compatto alle elezioni, ma diviso. Da un lato c’è la coalizione che appoggia Antonio Luciani, che in molti danno come il favorito. Quattro liste civiche e il PD, che ha sciolto finalmente la sua riserva dopo l’avvicendamento Zappacosta-Viani alla guida del circolo locale, saranno i punti fermi per provare a centrare il mandato bis. Nel PD, però, la situazione non è del tutto risolta, essendo parte degli iscritti non favorevoli all’indirizzo scelto. La Barba e Di Renzo sono sul piede di guerra e quest’ultimo è indicato da Abruzzo Civico, Rinascita Popolare, Uniti a sinistra, Francavilla c’è e dai 30 autoconvocati iscritti a SEL  ma dissidenti dal proprio partito, come leader di una coalizione di centrosinistra alternativa a Luciani.

Proprio Sel ha una lotta intestina da risolvere, tra chi – come la nuova coordinatrice Rasetta – punta ad alleanza con Luciani e chi – come i 30 citati guidati da Antonio Paolucci – sono contrari. La frammentazione del Centrosinistra non gioca a Luciani che per non avere problemi al ballottaggio – dove potrebbero nascere alleanze e apparentamenti tra liste che sono molto distanti tra loro, ma che si unirebbero nel fronte anti Luciani bis – deve puntare alla rielezione al primo turno.

Se Sparta piange, Atene non ride. Nel Centrodestra, infatti, la situazione non è fluida. Daniele D’Amario ha ufficializzato che il candidato primo cittadino della coalizione verrà scelto tramite primarie, una novità assoluta a Francavilla per Forza Italia e soci, in data 13 marzo. E sono sorti i problemi. Moroni, a lungo indicato come il papabile più accreditato a sfidare Luciani, non è stato indicato dai vertici del partito come uno dei contendenti. Mantini, sostenuto dall’ex sindaco Angelucci, e Pasqualone, esponente di spicco della società civile locale, saranno i duellanti. Moroni non ha ancora escluso la sua partecipazione alle primarie, ma di certo non ha preso bene l’indicazione del Partito che lo ha di fatto accantonato. Cosa accadrà?

Ci sono poi gli outsiders. L’avvocato Carmine Montebello ha creato una Lista Civica Indipendente fuori dalle coalizioni. E sarà appoggiato da Alternativa Libera e dal Movimento Naturalista. “Tutti a casa” è il suo motto. Infine il M5S: la scleta del candidato pentastellato era nota da settimane, ora ha anche il crisma dell’ufficialità. Si tratta di Livio Sarchese, già portavoce locale del Movimento ed avvocato molto apprezzato in città.

 

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