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Il Ponte Nuovo, da oggi intitolato a Flaiano, è un’opera pensata, voluta, progettata, finanziata, salvata e realizzata solo grazie all’impegno del centro-destra. Volevamo costruire una struttura capace di collegare agevolmente la parte sud con quella nord della città, finendo sulle aree di risulta e senza attraversare il centro e ce l’abbiamo fatta, dunque a pieno titolo oggi è il centro-destra che inaugura il ponte, senza lustrini, senza spendere decine di migliaia di euro per un concerto inutile, ma con la concretezza di chi sa di aver operato nell’interesse esclusivo della collettività. L’unica cosa di cui il sindaco Alessandrini e il Governatore D’Alfonso avrebbero dovuto occuparsi negli ultimi tre anni era l’organizzazione della viabilità in via Gran Sasso, creando una bretella che avrebbe portato il traffico direttamente ai parcheggi delle aree di risulta. Ma in tre anni, ovvero in 1.096 giorni, non sono stati capaci neanche di progettare una strada, pur disponendo di risorse buttate tra Teatro Michetti, Città della Musica e pindarici pontili e oggi, purtroppo, il Ponte Nuovo finisce in un imbuto che creerà molti problemi alla viabilità ordinaria. Non solo: dopo tre anni di lavori, finiti tardi, visto che il cantiere doveva chiudere a fine 2015, domani il Ministro Delrio si troverà dinanzi agli occhi l’obbrobrio di un rudere diroccato, il muro di un vecchio palazzo abbattuto in via Gran Sasso, un muro rimasto in piedi e che oggi è stato denominato ‘Muro del Pianto’ dai residenti della zona”. Lo hanno detto i consiglieri regionali, comunali ed ex amministratori del centro-destra che stamane hanno inaugurato il Ponte Nuovo con taglio del nastro ufficiale, sulle note dell’Inno d’Italia, e con la classica passeggiata collettiva sul ponte stesso. Presenti, tra gli altri, il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri, i consiglieri comunali Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco, Luigi Albore Mascia, ex sindaco, Fabrizio Rapposelli, Carlo Masci, Alessio Di Pasquale, Alfredo Cremonese, e gli ex assessori Isabella Del Trecco e Guido Cerolini, gli ex consiglieri Gianni Santilli e Armando Foschi, quest’ultimo esponente dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ e portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, l’ex dirigente Fabrizio Trisi, che ha firmato tutta la progettazione, e, infine, l’onorevole Raffaele Delfino.

“L’iter del Ponte Nuovo – ha ricordato il Capogruppo di Forza Italia Antonelli – è cominciato il 30 settembre 2009, tre mesi dopo l’insediamento della giunta di centro-destra Albore Mascia, quando il Consiglio comunale di Pescara ha approvato la delibera con la quale si è disposta l’efficacia degli atti di approvazione della variante al Piano regolatore per consentire la costruzione del Ponte Nuovo di collegamento di via Gran Sasso con l’area dell’ex Camuzzi. Ma il il ponte è comparso per la prima volta già nelle previsioni del primo Piano Urbano della Mobilità firmato a fine anni ’90 dall’ex assessore della giunta Pace Armando Foschi, con l’assessore Lucio Candeloro, e le procedure burocratiche erano proseguite, molto a rilento durante il governo di centro-sinistra, sino a giungere al 2009. Purtroppo quello che il Pd di D’Alfonso-D’Angelo ci avevano lasciato era un progetto ‘irrealizzabile’ perché già nell’aprile  2009 il Genio Civile, aveva ordinato delle prescrizioni all’opera, ovvero ‘per un tratto di 1 chilometro a monte dell’opera, si ordina il ripristino e l’integrazione degli argini golenali a destra e a sinistra per una quota di difesa pari a 7 metri e mezzo in altezza, opere che – come si legge nella prescrizione del Genio Civile – devono essere necessariamente realizzate prima della costruzione dell’impalcato di attraversamento stradale’. Il Genio civile si era dunque riservato di rilasciare l’autorizzazione definitiva in sede di presentazione di progettazione esecutiva comprensiva delle opere accessorie richieste e delle prescrizioni. Tuttavia tale opera, ovvero la messa in sicurezza degli argini del fiume, benché prescritta con largo anticipo, non aveva copertura finanziaria rispetto ai 9 milioni di euro reperiti inizialmente per la costruzione del Ponte Nuovo. Il Centro-destra si è allora attivato per ottenere un ulteriore finanziamento: il 2 febbraio 2011 è stato chiesto alla Regione Abruzzo l’assegnazione della somma pari a 3milioni 600mila euro, ricompresa all’interno dell’Accordo di Programma Quadro tra Regione e Ministero dell’Ambiente, per il risanamento idrogeologico del territorio da destinare ai lavori di ripristino e integrazione degli argini golenali destro e sinistro del fiume Pescara. L’8 marzo dello stesso anno, grazie al consigliere regionale e comunale Lorenzo Sospiri, la Regione Abruzzo ha espresso il proprio assenso e il 16 agosto 2011, la Regione Abruzzo ha chiesto al Comune di Pescara, destinatario del finanziamento di 3milioni 600mila euro, di trasmettere al Commissario straordinario il progetto di messa in sicurezza degli argini del fiume. La realizzazione dei nuovi argini ha reso necessario rivedere e adeguare il progetto preliminare stesso del Ponte, sia in funzione delle opere aggiuntive lungo gli argini, che ci hanno imposto anche di alzare la struttura stessa, sia in termini economici per un inevitabile aumento dei costi, passati da 9 milioni di euro a 13milioni 100mila euro. Questo perché i costi previsti dal centro-sinistra erano vecchi di due prezziari, mai aggiornati, seppure questo fosse un passaggio obbligato negli appalti. In altre parole, mai avremmo potuto pubblicare un appalto con il prezziario ormai ampiamente superato. A quel punto siamo ripartiti con un nuovo progetto e con nuove procedure espropriative che sono state ‘osservate’ dai privati interessati; nel novembre 2012 i nostri uffici hanno controdedotto tutte le osservazioni rigettandole, e accogliendone una sola, inerente la realizzazione di una rampa di accesso dinanzi alla ditta Generalmarmi per non precludere l’ingresso dei mezzi privati che comunque dobbiamo garantire”. Poi, in rapida successione, il processo che ha portato alla giornata odierna: il 29 novembre 2012 è stato approvato il Progetto definitivo ed esecutivo; nel gennaio 2013 è partita la gara d’appalto integrato, ossia è stato posto in gara il progetto definitivo prevedendo che l’aggiudicatario provvedesse alla redazione del progetto esecutivo e alla realizzazione dell’opera; 26 ottobre 2013 aggiudicazione definitiva dei lavori; Aprile 2014 apertura ufficiale del cantiere con la cerimonia istituzionale. “Il costo complessivo dell’opera ammonta a 13milioni 100mila euro complessivi – ha aggiunto il Capogruppo Sospiri -, di cui 5milioni fondi Anas, 2milioni 50mila euro fondi Terna, 4milioni 933mila euro fondi comunitari, 1milione 50mila euro fondi Comune di Pescara. E l’opera è stata aggiudicata all’impresa Di Vincenzo per circa 8milioni 40mila 297.59 euro, con un ribasso a base d’asta pari a 1milione 802mila 957,93 euro. È chiaro che se nel 2011 non avessimo trovato i 3milioni 600mila euro in più per rifare gli argini del fiume, opera obbligatoria, oggi non avremmo il ponte, dunque è evidente che il padre del Ponte nuovo è esclusivamente il centro-destra”. “Di fatto – ha proseguito il Capogruppo Antonelli – il sindaco Alessandrini avrebbe dovuto preoccuparsi solo di aggiungere un tassello, realizzare la bretella che dal Ponte Nuovo deve portare direttamente le auto alle aree di risulta, senza interferire con la viabilità del centro. Il centro-destra aveva già posto tale tema, puntando anche al possibile utilizzo di fondi privati. Il discorso si è poi fermato per la crisi che ha colpito l’edilizia, facendo venir meno, in quel particolare momento storico, l’interesse dei privati. Da quel momento sono però trascorsi 3 anni e purtroppo in tre anni il sindaco Alessandrini non è stato in grado di occuparsi di tale opera e infatti ci ritroviamo con un ponte di terza generazione che, una volta aperto alle auto, porterà il traffico su strade anni ’30, ovvero in una via Gran Sasso che oggi rappresenta un imbuto e che sicuramente non sarà in grado di accogliere e assorbire tutto il volume di vetture che si scaricherà in maniera naturale sul nuovo ponte. E quindi già prevediamo da venerdì caos e ingorghi, ma la responsabilità sarà tutta di un sindaco, Alessandrini, che in tre anni, non ha saputo riorganizzare una sola strada. Né è stato capace di farlo il Presidente della Regione D’Alfonso che anziché buttare all’aria milioni e milioni di euro per opere futili, inutili e non necessarie, come il Teatro Michetti, la Città della Musica, o pontili rimasti nei suoi sogni, avrebbe fatto bene a occuparsi di scelte strategiche che interessano tutta la collettività che oggi rischia di pagare lo scotto delle incapacità amministrative della classe di governo”. “La verità – ha proseguito il consigliere Masci – è che quando si realizza un’opera pubblica la paternità è di chi ne progetta il preliminare, il definitivo e l’esecutivo, di chi trova i fondi necessari per realizzarla e di chi la fa partire e in questo caso il marchio del centro-destra è innegabile”. “Ricordo le difficoltà che abbiamo dovuto superare per far partire il cantiere – ha rammentato l’ex sindaco Albore Mascia -, ricordo il primo progetto ereditato dalla sinistra che era irrealizzabile, e la corsa per trovare altri fondi, rifare i progetti e dotare Pescara di una infrastruttura strategica fondamentale. Purtroppo l’inaugurazione organizzata per domani dalla sinistra del sindaco Alessandrini e del Governatore D’Alfonso rivela, ancora una volta, la profonda differenza di stile che hanno rispetto al centro-destra: quando l’8 dicembre 2009 mi trovai a inaugurare il Ponte del Mare, ho invitato personalmente alla cerimonia l’ex sindaco D’Alfonso che poi ha preferito lo sgarbo istituzionale, ovvero ha attraversato, al braccio del suo avvocato e di un manipolo di fedelissimi, il ponte, partendo da sud. Oggi cortesia istituzionale avrebbe voluto che il sindaco Alessandrini ci invitasse in maniera ufficiale come coloro che hanno permesso la realizzazione del Ponte Nuovo, con un riconoscimento dovuto del ruolo svolto. Ancora una volta ha invece prevalso lo sgarbo istituzionale”. Subito dopo il taglio del nastro ufficiale con le note dell’Inno di Mameli e quindi la prima passeggiata sul ponte.