CONDIVIDI
Il nuovo procuratore della Repubblica di Bologna Giuseppe Amato (s) con il predecessore reggente Massimiliano Serpi (d) durante la cerimonia di insediamento nell'aula della Corte di Assise del Tribunale, Bologna, 27 luglio 2016. ANSA/ GIORGIO BENVENUTI

“Sono da anni un pubblico ministero, ne porto tutta la responsabilita’ e in qualche modo anche l’orgoglio della funzione. Come pubblico ministero ho acquisito sempre piu’ la consapevolezza che le nostre indagini hanno un unico obiettivo, il vaglio del giudice. Il pubblico ministero non emette sentenze, ma raccoglie prove nel modo piu’ completo e celere possibile. Le sentenze le emette il giudice”. Sono le parole pronunciate, stamani, dal nuovo procuratore capo della Repubblica di Pescara, Massimiliano Serpi, subito dopo aver giurato davanti al presidente del Tribunale collegiale, Maria Michela Di Fine. Presenti il procuratore generale della Corte d’Appello d’Abruzzo, Pietro Mennini, il presidente del Tribunale di Pescara, Angelo Bozza, il pm Gennaro Varone, reggente della procura fino all’arrivo di Serpi, i pubblici ministeri, i giudici e i vertici delle forze dell’ordine.
Serpi, 65 anni, nato ad Imola, ex procuratore aggiunto di Bologna, prende il posto di Cristina Tedeschini, che e’ andata a dirigere la procura di Pesaro.  “Sono in magistratura dal 1981 e – ha detto Serpi – dopo due anni da giudice a Modena ho sempre svolto il ruolo di pubblico ministero: i primi 11 anni alla Procura ordinaria di Bologna e poi altri 8 come sostituto alla Procura dei minorenni sempre a Bologna e poi altri 4 nella Procura distrettuale, prima come sostituto alla direzione distrettuale antimafia e poi come procuratore aggiunto. La societa’ attuale – ha sottolineato – ha grandi pretese dal sistema della giustizia, vorrebbe che accaduto un fatto, eclatante o meno, e per le persone normali e’ eclatante anche uno scippo subito, vi fosse subito la risposta giudiziaria. Questo non e’ possibile, questa e’ magia. Il pubblico ministero, come ripeto, ha il compito di raccogliere tutte le prove possibili, e qui siamo nell’opinabile, perche’ ci sara’ sempre chi pensa che un’indagine e’ incompleta e che si poteva fare meglio. Pero’ il pubblico ministero ha il compito di operare nei termini di legge e in tal senso il mio ufficio cerchera’ di operare sempre bene. E’ fondamentale – ha aggiunto – il rapporto che avremo con il Tribunale, perche’ il pubblico ministero fa molte indagini e non sempre i tribunali sono in grado di fare tanti processi. I tempi sono spesso dilatati, con il legislatore che ci propone soluzioni deflattive, sulle quali ci sara’ il massimo impegno del mio ufficio e penso sicuramente anche del tribunale. A questo punto – ha concluso il procuratore – posso solo augurare a tutti noi un buon lavoro e ringraziarvi per essere intervenuti cosi’ numerosi, certo che tutti faremo il massimo sforzo per cercare di raggiungere quella risposta giudiziaria che rappresenta l’obiettivo comune”.