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Massimiliano Di Pillo (M5S) dichiara:

Questa mattina in maggioranza insieme alla Vice Presidente del Consiglio erano presenti appena 8 consiglieri comunali, mentre in opposizione oltre il sottoscritto c’erano solo 7 consiglieri del centro destra. Salta un Consiglio Comunale molto importante dove si sarebbe dovuto votare la delibera sulle tariffe della TARI, tassa fondamentale per le casse dell’amministrazione in pre-dissesto.

Dopo giorni e giorni di riunioni tra la governance di Attiva, i dirigenti e gli impiegati degli uffici competenti del Comune di Pescara e parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione, dopo un confronto anche aspro che ha messo in luce errori importanti nel calcolo della stessa TARI, dopo un’ammissione di colpe di chi avrebbe dovuto con cura approfondire un argomento sicuramente ostico e difficile, si era arrivati ieri sera dopo le 21.00 a votare gli emendamenti che hanno riallineato dati e numeri, capaci di ricalcolare con precisione la stessa importante tassa.

A questo punto per motivi tecnici e di regolamento si è deciso di riconvocare un consiglio comunale straordinario per la mattina del 22 dicembre alle ore 11.30, sperando che gli stessi consiglieri di maggioranza  riescano a “svegliarsi” per tempo, ottemperando a quella delega che quasi 4 anni fa i cittadini di Pescara hanno loro conferito.

Non riuscire a mettere insieme 10 consiglieri di maggioranza e il Presidente del Consiglio Comunale,  rende l’idea di quale condizione si vive all’interno dell’amministrazione pescarese. Dopo varie sostituzioni di Assessori, riposizionamenti di correnti e nascita di nuovi partiti o movimenti politici, dopo la lettera “segreta” dell’Assessore che soffre di solitudine, a quasi un anno dall’eventuale scioglimento del Consiglio Comunale in vista della “Nuova Pescara”, l’amministrazione Alessandrini sembra essere arrivata ai titoli di coda.

L’esperienza fallimentare di questa amministrazione si certifica con atteggiamenti come quello di questa mattina, dove molti consiglieri hanno preferito disertare nonostante si dovesse approvare un’importante delibera che grava sul cittadino pescarese in modo ancor più pesante rispetto all’anno precedente. A soli due mesi dalle elezioni nazionali, si consolida la certezza che il centrosinistra sarà solo lo spettatore di una campagna elettorale che il M5S giocherà con una coalizione che mette insieme “pseudo animalisti” con amanti della caccia, pluricondannati di centro con i fascisti di nuova generazione che fanno passare il voto di scambio per “bene comune”.

DICHIARAZIONE CENTRO DESTRA

“La maggioranza del sindaco Alessandrini anticipa le vacanze di Natale e fa saltare la seduta del Consiglio comunale convocata per approvare la Tassa sui rifiuti e soprattutto il bilancio. È quello che è successo oggi quando, all’appello in aula, hanno risposto appena 9 consiglieri di maggioranza, quelli delle liste civiche. Assente in blocco, tranne un’unica eccezione, il Pd, persino il Capogruppo e il Presidente del Consiglio comunale, assenti i consiglieri di Sinistra Italiana, gli stessi che tengono sotto scacco la stessa maggioranza sul tema del finto mercatino etnico. Segno di sciatteria, incuranza, superficialità e disattenzione, giocate sulla pelle dei cittadini. Una maggioranza politica, quella di Alessandrini, ormai inconsistente, impalpabile e alla frutta”. È questo il duro commento dei consiglieri comunali di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura dinanzi a quelle assenze eclatanti tra i banchi del Pd che stamane hanno fatto saltare la seduta consiliare per affrontare delibere strategiche.

“Oggi era veramente difficile credere ai nostri occhi, che scrutavano dei banchi della maggioranza desolatamente vuoti per una seduta consiliare non di routine, ma che addirittura avrebbe dovuto determinare l’approvazione della Tari, dopo la correzione dei macroscopici errori della macchina amministrativa di maggioranza fatti emergere dal centrodestra, e l’apertura della discussione sul bilancio, da chiudere, al massimo, entro domattina, dunque parliamo di due atti fondamentali per il Governo cittadino – hanno ricordato i consiglieri del centrodestra – e invece nulla. Fatto l’appello la maggioranza si è fermata a 9 consiglieri, neanche gli 11 necessari per il numero legale. E a mancare erano proprio i rappresentanti del Pd, dal Presidente del Consiglio Pagnanelli al Capogruppo Presutti, presenti solo le liste civiche. Chiaramente, salvo problemi politici che il sindaco Alessandrini dovrebbe giustificare alla città, tale comportamento ci sembra la testimonianza della sciatteria di una maggioranza politica che, dopo tre anni e mezzo, non ha neanche compreso la rilevanza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, di fatto oggi la città è nelle mani di 4 giovani buontemponi che forse tirano tardi la notte e la mattina fanno fatica a svegliarsi per venire a svolgere le proprie funzioni di pubblici amministratori, e magari gradirebbero una convocazione delle sedute anche in ora tardo pomeridiana per avere il tempo di riprendersi dai festeggiamenti notturni. Discorso diverso per l’assenza dei due consiglieri comunali di Sinistra Italiana che, come avevano preannunciato, hanno voluto lanciare un messaggio al sindaco Alessandrini quale monito per il non aver approvato la ricostituzione del finto mercatino etnico sotto il rilevato ferroviario, e questa rappresenta una grana per un sindaco che sa di dover ancora superare lo scoglio di centinaia di emendamenti per tentare di approvare un mercatino che la città non vuole. Ora – hanno proseguito i consiglieri di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura – il Presidente del Consiglio ha riconvocato la seduta per domani alle 11.30, ma siamo già andati personalmente dal Segretario generale per rappresentare la nostra obiezione: quella sul bilancio è una sessione del Consiglio ordinaria, non ci sono scadenze imminenti, ovvero non c’è l’urgenza, non ci sono ragioni indilazionabili che giustificano una convocazione d’emergenza dunque, a nostro avviso, quella seduta non si può svolgere, perché lo prevede il regolamento che va rispettato e il Segretario generale si è riservato di rileggere il regolamento e di verificare tale improcedibilità. Peraltro la seduta di domani, venerdì 22 dicembre, è assolutamente inopportuna, significherebbe tenere in aula decine di dipendenti, dirigenti, funzionari, a tre giorni dal Natale, per rimediare alla sciatteria politica della maggioranza consiliare che ha dimostrato tutta la propria irresponsabilità e indifferenza a quelle che sono le sorti della nostra città”.

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