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E’ stato rinviato – e la data della nuova udienza sara’ fissata nei prossimi giorni – il processo in Cassazione sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. I giudici della quarta sezione penale, chiamati ad esaminare i ricorsi presentati contro la sentenza della Corte d’assise d’appello dell’Aquila del 17 febbraio dello scorso anno hanno disposto il rinvio a causa delle numerose adesioni allo sciopero degli avvocati penalisti. Il presidente del collegio ha sospeso i termini di prescrizione del reato e disposto una “sollecita” nuova fissazione dell’udienza. A presentare ricorso in Cassazione, 16 imputati – ex dirigenti e tecnici legati a Montedison – che in appello sono stati condannati (a pene interamente coperte da indulto) oppure hanno visto dichiarare la prescrizione del reato loro contestato. I capi di imputazione sono avvelenamento delle acque colposo e disastro ambientale colposo. In primo grado, la Corte d’assise di Chieti aveva assolto gli imputati “perche’ il fatto non sussiste” dal reato di avvelenamento delle acque, e dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per il reato di disastro ambientale, derubricato da doloso in colposo. In appello, invece, 10 imputati su 19 vennero condannati a pene tra i 2 e i 3 anni. Ha avuto l’esito tutto sommato atteso l’udienza in calendario questa mattina davanti la Corte di Cassazione per il cosiddetto processo di Bussi: rinvio a nuovo ruolo. Questo perche’ tutti i difensori degli imputati condannati l’anno scorso in secondo grado dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, hanno aderito allo sciopero degli avvocati in programma per la giornata odierna e si sono astenuti dall’udienza. Al contrario tutti i legali delle parti civili erano regolarmente presenti in aula. C’e’ da aggiungere, per completezza di informazione, che l’udienza sarebbe stata comunque soggetta a rinvio per la mancata notifica a uno dei difensori. Non c’e’ tuttavia il pericolo che il processo possa saltare, come spiega l’avvocato del Wwf Tommaso Navarra: “Il Procuratore generale ha chiarito che non si verificava l’ipotesi prevista dal codice di autoregolamentazione, che chiede di non astenersi nel caso di processi prossimi alla prescrizione. Si deve infatti operare un ricalcolo alla luce dei precedenti rinvii per cui la data di prescrizione non e’ cosi’ imminente come era stato erroneamente ipotizzato. In ogni caso i termini oggi sono stati sospesi sino alla prossima udienza: il processo non corre alcun rischio di non arrivare a una definitiva sentenza”.
“Sino ad ora – commenta l’avv. Navarra che tutela il Wwf, parte civile sin dall’inizio del procedimento – abbiamo sostenuto 84 udienze, vuol dire che sara’ necessaria anche l’ottantacinquesima” “E’ importante – chiosa invece il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio – che intanto vada avanti il procedimento in corso presso il Ministero dell’Ambiente, il cui prossimo appuntamento ci sara’ a breve, per arrivare alla bonifica dei terreni contaminati. L’obiettivo finale non puo’ che essere infatti il ripristino totale dei terreni contaminati”.