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“Dopo il grave caos generato nella gestione del personale di Attiva, prima mandando a casa 18 dipendenti, poi non pagando loro neanche lo stipendio di febbraio per il lavoro regolarmente svolto, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura chiedono la revoca dell’Amministratore Unico della società, Massimo Papa, nei cui confronti, è evidente, sembra essere venuto meno il rapporto di fiducia con la giunta comunale stessa. Lo faremo presentando lunedì in Consiglio comunale una risoluzione urgente al fine di imporre al sindaco Alessandrini la convocazione di un’Assemblea straordinaria di Attiva per la sfiducia di Papa”. Lo hanno annunciato il Gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura al Comune di Pescara al termine della giornata calda e difficile vissuta oggi in Consiglio comunale con la protesta dei 18 dipendenti di Attiva rimasti senza stipendio, una protesta dura che ha sfiorato anche la rissa.

“Per Attiva oggi è stata una delle giornate più nere nella storia aziendale, sia sul piano umano che professionale – hanno detto i consiglieri di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura -. Il clima è diventato tanto incandescente da imporre addirittura la sospensione dei lavori dell’Assemblea al fine di non esacerbare ulteriormente gli animi di 18 padri di famiglia stanchi, disperati e che si sono visti privare dello stipendio di febbraio, dovuto loro, per una discutibile, e a nostro giudizio illegittima, decisione dei vertici di Attiva. La vicenda è quella inerente i 18 dipendenti assunti a tempo indeterminato in seguito alla sentenza di primo grado del giudice del lavoro che aveva disposto la loro reintegra in servizio, decisione appellata dalla Attiva. Per il primo marzo scorso era attesa la sentenza della Corte d’Appello, ma ecco che intorno al 23 o 24 febbraio la Attiva, all’improvviso, ha assunto 30 nuove unità lavorative, con un contratto sino al 31 dicembre 2018, dunque a tempo determinato, personale attinto dalla graduatoria, ma scavalcando a piè pari i 18 dipendenti, anch’essi presenti in quella graduatoria, in quanto al 24 febbraio gli stessi risultavano regolarmente assunti a tempo indeterminato. Un contratto, quest’ultimo, che si è però dissolto appena cinque giorni dopo, quando il primo marzo, appunto, la Corte d’Appello ha annullato la sentenza di reintegra in servizio di primo grado. Ora è evidente che quelle assunzioni fatte il 24 febbraio appaiono come una ‘cattiveria’, uno sgambetto, visto che, ben sapendo di quella sentenza attesa per il primo marzo, Attiva avrebbe benissimo potuto aspettare quattro o cinque giorni, e a quel punto, a fronte della decisione della Corte d’Appello, procedendo con le assunzioni a tempo determinato, avrebbe potuto assumere tutti gli aventi diritto, fra i quali la maggior parte dei 18 dipendenti offrendo a quei padri di famiglia comunque una via d’uscita per non finire in mezzo a una strada. E invece non solo i 18 dipendenti si sono ritrovati d’improvviso senza un lavoro e senza alcuna possibilità di rientro, ma in più quando stamattina sono andati a prendere lo stipendio del mese di febbraio, durante il quale hanno regolarmente lavorato tutto il mese, non lo hanno trovato. I vertici di Attiva, con una ingiustificabile e discutibile decisione, hanno deciso di non pagare quegli stipendi, scatenando un clima di guerriglia nell’aula consiliare dove giustamente i 18 ex dipendenti sono piombati con le rispettive famiglie pronti a tutto pur di avere i soldi che gli spettano”. Sospesi i lavori del Consiglio, sono stati convocati in Comune l’amministratore Unico di Attiva Papa e il Direttore generale Massimo Del Bianco, “che, dopo una lunga e travagliata discussione, mediata dal buon senso del centrodestra – hanno proseguito i consiglieri di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura -, sembrano aver accettato di rivedere la propria decisione e di procedere con il pagamento degli stipendi di febbraio. Tuttavia non può finire qui a tarallucci e vino: ovviamente, pur comprendendo la rabbia e la disperazione di quelle famiglie, ci dissociamo dalle minacce e dai tentativi di aggressione ai danni dei rappresentanti della Attiva, ma è evidente che quanto accaduto oggi è solo la ciliegina sulla torta di una lunga serie di decisioni assolutamente contestabili che hanno caratterizzato la gestione Papa, dalla vicenda Tari 2018 alle assunzioni fatte, appunto, poche ore prima della sentenza della Corte d’Appello. Stamane il sindaco Alessandrini, interpellato sulla vicenda, ha dichiarato di non essere a conoscenza delle decisioni assunte dall’Amministratore Papa, e allora gli offriremo l’occasione per dimostrare in maniera concreta la propria estraneità. Lunedì mattina in apertura del Consiglio comunale già riconvocato, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura presenteranno una risoluzione urgente per imporre al sindaco Alessandrini la convocazione dell’Assemblea straordinaria di Attiva per la sfiducia, la revoca e la sostituzione dell’Amministratore Unico Papa che a nostro giudizio non è più nelle condizioni di completare il proprio mandato, in scadenza nel 2019. Delle due l’una: o il sindaco Alessandrini era a conoscenza delle decisioni assunte da Papa e allora ne è complice, e in questo caso non voterà la nostra risoluzione; se invece era veramente all’oscuro di tali decisioni vuol dire che è venuto meno il rapporto di fiducia tra l’amministrazione di governo, che ha nominato Papa affidandogli l’incarico, e lo stesso professionista, a capo di una società in house del Comune di Pescara, unico socio, che non può assumere iniziative di tale portata senza aver almeno consultato l’amministrazione comunale che, come noto, deve esercitare il controllo analogo sulle società in house”.

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