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La startup Cyber Dyne – che promuove e commercializza il software Kimeme per la progettazione industriale nella quale Fira aveva investito nel 2015 – è stata acquistata dalla GELLIFY, piattaforma di innovazione che mette in connessione startup B2B digitali con le aziende tradizionali, che ha così deciso di rilevare le quote che la Finanziaria Abruzzese aveva investito nel capitale sociale di Cyber Dyne.

Si tratta della prima operazione di exit del fondo StartUp StartHope (misura del Por Fesr 2007-2013), tra l’altro conclusa ben prima della scadenza naturale del contratto di investimento di Fira, fissato a 5 anni e che sarebbe scaduto dunque nel 2020.

La startup Cyber Dyne, nata per iniziativa di due giovani ricercatori Ernesto Mininno e Giovanni Iacca, risolve in maniera semplice ed efficiente problemi nell’ambito della progettazione industriale, in favore soprattutto di aziende che operano in settori ad alto valore aggiunto tecnologico.

Fira fin dall’inizio del processo di sviluppo del progetto, decise di scommettere sulle potenzialità dell’iniziativa, oggi confermate dall’acquisizione da parte di GELLIFY.

Si tratta di un risultato estremamente rilevante – dichiara con soddisfazione il presidente di Fira Alessandro Felizzi. – Abbiamo creduto nella serietà del team e nelle potenzialità del progetto ed oggi raccogliamo i risultanti dell’importante lavoro svolto. L’exit ha portato non solo un ritorno rispetto a quanto investito, ma ha perfino generato una plusvalenza. Abbiamo lavorato negli ultimi due anni con dinamicità ed alta professionalità e questo ha consentito di gestire una operazione così complessa nel migliore dei modi. Un esempio straordinario di efficienza e concretezza”.

Siamo molto soddisfatti di questa operazione – dichiara Fabio Nalucci, CEO e Founder GELLIFY – e ringraziamo Fira per il suo sostanziale contributo che ha permesso la crescita di Cyber Dyne, realtà che d’ora in poi verrà affiancata dal partner industriale GELLIFY, che fornirà al team competenze e network per potersi consolidare e diventare autonoma”.

Oltre alla soddisfazione per il successo del progetto, la vendita delle quote genera anche un’altra ricaduta non trascurabile: le somme incassate, infatti, verranno riversate nel fondo StartHope e saranno quindi riutilizzate per investimenti della stessa natura a vantaggio dell’economia del territorio abruzzese.

Fira è stato un esempio tangibile di come anche un fondo pubblico possa annoverare competenza e professionalità all’altezza di simili operazioni.