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“Ci sono 4 scuole di istruzione primaria e secondaria inferiore a Pescara che a settembre non potranno essere riaperte ai nostri ragazzi e per le quali oggi, giugno 2018, chiediamo che vengano subito individuate delle valide alternative per sistemare le centinaia di studenti che sono iscritti, e parliamo della scuola elementare ‘Rodari – Andersen’ di via Salara Vecchia, la scuola elementare ‘Don Milani’ di via Sacco, la scuola media ‘Antonelli’ in via Virgilio, e la scuola media ‘Michetti’ in via del Circuito. La ragione è chiara: i quattro istituti non sono stati sottoposti ai necessari e improcrastinabili interventi di adeguamento sismico che la giunta Alessandrini ha annunciato nel 2017, esattamente com’è accaduto per la scuola di San Silvestro, chiusa a marzo scorso. Anzi per i 4 Istituti non esistono neanche i progetti se non quattro ‘studi di fattibilità’ approvati in giunta il 22 maggio scorso in tutta fretta per poter presentare la richiesta di accesso ai finanziamenti regionali, i cui termini sarebbero scaduti il 26 maggio, e, cosa ancora più grave, tre dei quattro edifici, ossia la ‘Rodari’, la ‘Don Milani’ e la ‘Michetti’ non hanno neanche l’agibilità in quanto privi del certificato di prevenzione incendi. È allora chiaro che non è possibile né accettabile che in tali edifici, che non garantiscono le opportune misure di tutela e sicurezza, a partire da settembre sia consentito il rientro di centinaia di studenti di età compresa tra i 6 e i 14 anni, e spetta al sindaco Alessandrini trovare immediatamente un’alternativa”. Lo ha detto il consigliere comunale di Forza Italia al Comune di Pescara Eugenio Seccia nel corso di una conferenza stampa nel corso della quale sono stati presentati l’interrogazione e l’Ordine del giorno, stilati nel merito, che verranno depositati per il Consiglio comunale per la seduta convocata per giovedì prossimo, 28 giugno.

“Lanciamo l’allarme oggi, giugno 2018, dunque due mesi e mezzo prima della ripresa delle attività didattiche proprio perché il sindaco Alessandrini e l’assessore Cuzzi abbiano il tempo necessario per organizzarsi e per non essere tacciati di ‘strumentalizzazioni’ – ha sottolineato il consigliere Seccia -. Appena nei giorni scorsi abbiamo vissuto la polemica esplosa in riferimento ai lavori di adeguamento sismico della scuola di San Silvestro: ebbene, alle nostre critiche circa l’inopportunità di spostare 120 studenti nel pieno dell’anno scolastico, il 26 marzo per lavori affidati solo il 12 aprile e a oggi non ancora cominciati, il dirigente, esprimendo un parere condiviso con l’assessore Cuzzi come riportato a verbale della Commissione Controllo e Garanzia, ha dichiarato che tale decisione era stata assunta per ragioni di sicurezza, ovvero la scuola non aveva l’adeguamento sismico, non garantiva gli standard di sicurezza e, a fronte di un cantiere da aprire, si era deciso di anticipare i tempi del trasloco perché la cosa più importante era tutelare i bambini e che l’amministrazione comunale andava elogiata per tanta e tale premura. Bene, allora esprimiamo il nostro plauso per tale decisione che però va estesa anche a tutte le altre scuole e a tutti gli altri studenti di Pescara perché vanno tutti tutelati. Il 26 maggio abbiamo letto un comunicato stampa dell’assessore Cuzzi e del sindaco Alessandrini, riportato dagli Organi di informazione, in cui hanno annunciato lavori per 6milioni di euro per la sicurezza in 4 scuole di Pescara e allora siamo andati a rintracciare le relative delibere per leggere i dettagli degli interventi previsti, la numero 343, 344, 345 e 346 del 22 maggio 2018, e qui abbiamo finalmente letto le relazioni che giustificano e rendono urgenti tali interventi che hanno destato la nostra attenzione e preoccupazione. Innanzitutto i 4 istituti vengono definiti come le ‘strutture più ammalorate del patrimonio di edilizia scolastica’. In realtà alla Regione non sono stati inviati i progetti perlomeno preliminari per tentare l’accesso ai finanziamenti, che non sono assodati, ma degli studi di fattibilità, capitalizzando gli studi di vulnerabilità sismica già eseguiti, proprio perché non c’era più tempo. Ebbene, saltando i preamboli, scopriamo che la scuola ‘Rodari-Andersen’ di via Salara Vecchia non è neanche provvista del certificato di prevenzione incendi e che, per garantire il suo adeguamento sismico, sono necessarie opere ‘invasive’ per 1milione 850mila euro, opere che, fra l’altro, dovranno determinare l’adeguamento del giunto sismico per separare strutturalmente gli attuali due corpi di fabbrica, costruiti a distanza di vent’anni l’uno dall’altro, e interventi su travi e pilastri per garantire duttilità e resistenza, oserei dire fondamentali in caso di terremoto. Ancora più imponenti e invasivi i lavori per la messa in sicurezza della scuola media Antonelli in via Virgilio, opere per 2milioni 310mila euro – ha snocciolato il consigliere Seccia aprendo le delibere -. E in questo caso scopriamo che proprio lo studio di vulnerabilità sismica ha evidenziato delle forti criticità, ovvero: ‘Molti elementi strutturali presentano problemi nelle verifiche di resistenza; ci sono problemi di corrosione nell’armatura, il copriferro è deteriorato nella facciata antistante il cortile; un pilastro del secondo ordine risulta gravemente danneggiato all’altezza del nodo; alcuni giunti tecnici risultano ‘espulsi’. Opere invasive anche per la scuola ‘Don Milani’ di via Sacco, dove sono necessari interventi per 1milione10 mila euro, edificio che non ha la certificazione di prevenzione incendi e dove addirittura a mettere a rischio la resistenza antisismica sono le 9 finestre affilate lungo i corridoi dei vari livelli. Stesso copione infine per la scuola media ‘Michetti’ di via del Circuito, dove metà scuola è occupata dal Comando di Polizia municipale. Per restituire sicurezza solo alla scuola sono necessari lavori per 1milione 230mila euro, scuola che non è provvista della certificazione di prevenzione incendi, e ci piacerebbe sapere se invece il certificato esiste per il Comando dei vigili urbani. Anche in questo caso lo studio di vulnerabilità sismica ha evidenziato una rilevante criticità per ‘l’inadeguatezza del giunto sismico e per l’insufficiente disposizione di armatura all’intero degli elementi strutturali a causa di precoci rotture sia ‘fragili’ che duttili. Da queste relazioni, stilate e firmate dal funzionario responsabile Polce e dal Dirigente Gaetano Silverii, e non da Forza Italia, e approvate dalla giunta Alessandrini, è evidente che la situazione in queste scuole è tutt’altro che serena, anzi siamo in piena criticità, una criticità che richiede un intervento serio e rigoroso da parte di chi amministra Pescara anche perché i lavori di messa in sicurezza e di adeguamento sismico non cominceranno domani, e neanche tra due giorni. Innanzitutto dovremo attendere le decisioni della Regione in merito all’erogazione dei fondi necessari, quindi, in caso positivo, dovranno essere redatti i progetti preliminare, definitivo ed esecutivo, si dovrà fare la gara d’appalto e l’affidamento. Se tutto dovesse filare liscio, i lavori saranno avviati dalla prossima amministrazione comunale e non certo da quella Alessandrini. Ma, in attesa dei cantieri, siamo di fronte a un problema urgente da affrontare. Ovvero: sulla scorta di quanto avvenuto per la scuola di San Silvestro – ha annunciato il consigliere Seccia -, oggi chiediamo che le 4 scuole da sottoporre a interventi tanto importanti e oggi non in condizioni di garantire la sicurezza degli studenti, non vengano riaperte a settembre prossimo, dunque con il riavvio del nuovo anno scolastico e che il sindaco Alessandrini e l’assessore Cuzzi si adoperino oggi, giugno 2018, per trovare quattro valide alternative per mandare i bambini a scuola in massima sicurezza. Sul tema ho depositato una richiesta di convocazione urgente della Commissione Controllo e Garanzia che dovrà sentire il Rup Polce e l’assessore Cuzzi, ha protocollato un’interrogazione urgente da discutere alla prossima seduta del Consiglio comunale, giovedì 28 giugno, e un ordine del giorno da sottoporre sempre all’approvazione dell’aula. È chiaro che se a settembre il sindaco Alessandrini decidesse di riaprire i 4 edifici scolastici oggi a rischio, e di rimetterci dentro gli studenti, si assumerà una grave e personale responsabilità, e su questo decideremo se attivarci presso altre Istituzioni sotto il profilo cautelativo”.

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