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“L’amministrazione comunale di Pescara non sa quando terminerà il cantiere di via Trieste: forse tra dieci giorni, ovvero il 2 febbraio, ma a dirlo è stato solo un funzionario neanche ben informato delle opere in corso, visto che né il sindaco Alessandrini, né l’assessore ai Lavori pubblici Blasioli, impegnato in campagna elettorale, né tantomeno i dirigenti del settore, si sono degnati di partecipare alla seduta della Commissione Vigilanza convocata sulla problematica. A questo punto il prossimo 2 febbraio ci troveremo con cittadini e commercianti in via Trieste per celebrare la conclusione dei lavori dopo 126 giorni, o, temiamo, per verificare la permanenza del cantiere. Nel frattempo abbiamo chiesto alla Commissione di firmare un emendamento al bilancio che preveda uno sconto sulla Tassa dei rifiuti solidi urbani da destinare alle attività commerciali della strada che di fatto a Natale hanno perso buona parte degli incassi a causa della impraticabilità sia carrabile che pedonale dell’asse viario”. Lo ha detto l’avvocato Berardino Fiorilli, Azione Politica, al termine della seduta della Commissione Controllo, Vigilanza e Garanzia da lui chiesta e sollecitata sul cantiere infinito di via Trieste dopo aver denunciato la problematica su segnalazione dei cittadini.

“Via Trieste è un cantiere, ricoperto dalla polvere, dalle ruspe, da una orrenda recinzione rossa mezza rotta, una strada che con l’umidità della sera e con la pioggia ancora oggi si trasforma in un pantano ed è gravissimo che l’amministrazione comunale abbia permesso che quella strada, situata in pieno centro commerciale naturale, a due passi da corso Umberto, attraversasse tutte le feste di Natale, Capodanno ed Epifania in quelle condizioni – ha sottolineato l’avvocato Fiorilli -. Parliamo infatti di un cantiere aperto addirittura il 16 luglio, fra l’altro in piena estate, quando già i commercianti hanno dovuto ingoiare l’amaro boccone di rinunciare a oltre una trentina di parcheggi e di ritrovarsi con la polvere nel momento clou del passeggio balneare con l’illusione di una promessa riqualificazione. In realtà già il progetto si è ben presto rivelato deludente: il buon senso avrebbe infatti voluto che su via Trieste, la parallela della già pedonalizzata e riqualificata via Trento, asse perpendicolare a via Firenze, si fosse eseguita una riqualificazione coerente e armoniosa con le strade circostanti, e invece sono spuntati fuori grossolani lastroni di marmo e sanpietrini. E commercianti e residenti hanno mandato giù anche l’idea di meritare una riqualificazione di serie B rispetto alle altre vie del centro, purchè venissero rispettati i due mesi di cantiere previsti nel contratto d’appalto e nelle ordinanze che ancora oggi campeggiano su via Trieste. E invece nulla di tutto questo – ha proseguito l’avvocato Fiorilli -: al 20 settembre, data prevista per la chiusura delle opere, i lavori in via Trieste non erano neanche alla metà e lo slittamento era evidente e scontato. Ma mai nessuno avrebbe pensato che addirittura il cantiere sarebbe arrivato anche a Natale e a Capodanno e ancora non si intravede l’alba. A oggi l’asse è ancora un cantiere aperto, nonostante le rassicurazioni post-festive dello stesso assessore delegato Blasioli circa l’immediata conclusione delle opere, che ovviamente non sono finite: sono state installate al centro della carreggiata le mattonelle, non ancora fissate al massetto, mancano le fasce laterali, dove ancora c’è solo terriccio, e ancora campeggiano le recinzioni rosse, mezze divelte da chi comunque ha ricominciato a parcheggiare sull’asse in modo confuso. Purtroppo dalla Commissione odierna non sono arrivate risposte, anzi ci siamo accorti della confusione che regna attorno a quel cantiere: il funzionario intervenuto pensava che l’opera rientrasse in un maxi-appalto della durata di 180 giorni, che i lavori fossero iniziati ad agosto e neanche ricordava la data di conclusione, dati che invece sono ben riportati sul cartello di cantiere. E quei dati ci dicono che le opere, iniziate il 16 luglio 2018, dovevano concludersi il 20 settembre 2018, 117 giorni fa. La cosa più sconcertante è che parliamo di opere elementari, ovvero il semplice posizionamento della nuova pavimentazione, non sono stati rifatti i sottoservizi, né altri interventi radicali e non è tollerabile impiegare sei mesi per piazzare due mattonelle. Oggi il funzionario ha ribadito più volte che, proprio per la semplicità delle opere previste, al massimo entro 10 giorni il cantiere sarà chiuso, e allora il 2 febbraio saremo sul posto per accertare la veridicità delle parole del funzionario. La tardiva conclusione dei lavori comunque non cancellerà il disagio subito dai commercianti della zona che da sei mesi sono isolati dal passeggio cittadino: a tal proposito ho dunque chiesto al Presidente Masci e a tutta la Commissione di firmare un emendamento al bilancio per inserire uno sconto sulla Tari quale risarcimento a tutti gli esercenti di via Trieste”.