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“Il Collegio del Tribunale di Chieti, presieduto dal dott. Falco, ha accolto il reclamo presentato dal Comune di Chieti ovvero l’ordinanza del giudice Valletta emessa in data 20/8/2018 e poi confermata il 4/10/2018. È stata così annullata l’ordinanza con la quale il Tribunale di Chieti aveva inibito al Comune ogni statuizione relativa alla cessazione della gestione dei servizi di parcheggio a raso e coperti di cui alla convenzione del 3 agosto 2011”. Lo rende noto l’Assessore agli Affari Legali del Comune di Chieti, Maria Rita Salute.

«Con lo stesso provvedimento – prosegue l’Assessore Saluteil Collegio ha anche evidenziato come la Blu Parking possa ottenere nei confronti del Comune pretese di solo tipo risarcitorio e non ottenere per via giudiziale il ripristino o il mantenimento di un vincolo contrattuale ormai venuto meno. Il contratto che disciplinava la gestione dei parcheggi con la Società Blu Parkingevidenzia l’Assessoreè quindi risolto e l’Amministrazione Comunale, facendo seguito alla delibera di Consiglio Comunale n.426 del 10 agosto 2018, potrà scegliere di affidare alla Teateservizi la gestione dei parcheggi cittadini». «Oggiil Tribunale di Chieti, in composizione collegiale – ha commentato il Sindaco Di Primio ha annullato una ordinanza che penalizzava ingiustamente la Pubblica Amministrazione e l’intera comunità teatina. Come Amministrazione Comunale daremo immediatamente esecuzione al provvedimento giudiziale – sottolinea il Sindaco – ritenendo importante e fondamentale per il Comune riappropriarsi di beni che vengono gestiti da un soggetto che da anni non onora quanto previsto dal contratto che oggi si è finalmente chiarito essere stato risolto. Riappropriarsi di tutti i parcheggi di Chieti – prosegue il Sindacovuol dire rilanciare il sistema della sosta a Chieti, riscrivere finalmente contratti che dianorisposte al commercio e ai residentima, soprattutto, dare avvio al progetto per noi fondamentale del recupero di piazza San Giustino con il raddoppio del terminal bus di via Gran Sasso e il rifacimento totale della scala mobile, azione che sarebbe stata difficile da attuare senza il reale possesso dei beni».