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«Essere iscritti d’ufficio all’albo degli avvocati e dei dottori commercialisti». Lo chiedono provocatoriamente, attraverso la Fedir – dipartimento
Segretari, in un documento inviato ai ministri della Pubblica istruzione e dell’Interno e al governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, i
segretari comunali, parlando di una situazione «grottesca» e sottolineando che «se un qualsiasi avvocato o un commercialista, in spregio alle norme costituzionali che proclamano che al pubblico impiego si accede solo tramite concorso, può fungere da segretario, allo stesso modo i
segretari potranno, senza ombra di dubbio, svolgere le funzioni dei loro pseudosostituti». La presa di posizione di Fedir arriva dopo la nota trasmessa dal presidente di Regione ai ministri e dopo le posizioni assunte dal presidente della Provincia dell’Aquila, secondo cui, ricorda il sindacato «in considerazione dell’estrema carenza di
segretari comunali, sarebbe opportuno, per fare fronte alle eccezionalità della situazione, consentire la nomina di avvocati e dottori commercialisti negli enti locali per svolgere proprio le funzioni di segretario comunale». «Forse – scrive la Fedir – resta solo l’ironia per far fronte ad una situazione che sta diventando grottesca e che si gioca sulla pelle di quei
segretari degli enti locali che quotidianamente prestano responsabilmente il loro servizio anche in piccole sedi disagiate come reggenti, pur essendo già oberati da un notevole carico di lavoro negli enti di appartenenza». «La verità vera, che deve essere raccontata all’opinione pubblica – prosegue il sindacato – è tutt’altra: sono passati dieci anni senza che il governo centrale abbia avviato un concorso per il reclutamento di nuovi
segretari comunali; addirittura un ex presidente del Consiglio dei Ministri decise all’inizio del suo mandato di porre come obiettivo del governo proprio l’abolizione dei
segretari. Oggi, a distanza di 5 anni dal progetto di abolizione, si grida alla carenza dei
segretari al solo scopo di poter consentire ai sindaci di avere mano libera nel nominare professionisti che non hanno mai superato un concorso pubblico». «Se davvero si volessero trovare soluzioni, i sistemi ci sarebbero e Fedir, in più occasioni, ha presentato proposte per sopperire alle carenze e per la revisione del sistema concorsuale. A breve saranno esperite le prove per assumere 224
segretari attraverso corso concorso per 291 borsisti; perché non pensare in maniera seria e concreta a consentire una provvisoria iscrizione all’albo dei
segretari di coloro che avranno superato le prove di questo concorso e prima dello svolgimento del corso? Potrebbero così essere immessi in servizio, direttamente e in via transitoria, e si potrebbe poi procedere alla stabilizzazione dopo lo svolgimento del corso da articolarsi nei successivi 12 mesi. Perché non rivedere poi alcune alcune circolari dell’Albo dei
Segretari che hanno talmente vessato la categoria da spingerla a non assumere più incarichi ulteriori nei piccoli enti? Sebbene rassegnati a non avere riscontro alle innumerevoli proposte trasmesse, informiamo che comunque non abbiamo alcuna intenzione di desistere dal difendere con ostinazione la professionalità dei
segretari in tutte le sedi competenti», conclude il sindacato.

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