CONDIVIDI

Antichi sapori nascosti dietro antichi mestieri come quello della sfioratura dello zafferano. E’ l’esperienza unica ed irripetibile che si è svolta sabato 26 ottobre a Civitaretenga nell’altopiano di Navelli. A provare la singolare sensazione di selezionare il pregiatissimo “oro rosso” sono state le nove delegazioni facenti parte del progetto Erasmus Plus Tesori rurali guidate dal Presidente dell’Associazione Culturale SmartLab Europe Annarita Bini. Il bus tour, partito da Pescara, ha compreso tre tappe in tre località diverse. La prima è stata nel monastero di Sant’Antonio a Civitaretenga nell’altopiano di Navelli dove è stato allestito un vero e proprio laboratorio della sfioratura dello zafferano dopo la raccolta. Ad accogliere i rappresentanti dei nove paesi (Lettonia, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Romania, Italia, Repubblica Ceca, UK e Turchia) ci ha pensato il Presidente del consorzio dello zafferano dell’Aquila Massimiliano D’Innocenzo che ha organizzato il laboratorio con seguente visita del monastero. Per l’occasione gli ospiti hanno avuto la possibilità di pranzare in un’azienda agricola interamente a base di zafferano. Nel pomeriggio il tour si è spostato verso il centro storico di Bominaco per visitare il complesso monastico ricco di affreschi ed opere inestimabili. L’ultima tappa si è svolta a Fontecchio dove ad accogliere i visitatori ci hanno pensato Valeria Pica della cooperativa “Le Fonti” ed il Sindaco Sabrina Ciancone.  E’ seguita la visita del borgo e delle botteghe, in particolare la fontana medievale e la torre dell’orologio che ospitava una piccola mostra fotografica intitolata “Lo spazio della memoria” con foto inerenti il terremoto del 2009. Il bus tour è stato preceduto da un meeting internazionale “Tesori rurali “ Erasmus +KA204 “Social entrepreneurship the heart of ruraldevelopment. Ruraltreasures” che si è svolto il 25 ottobre scorso nella sala Tosti del palazzo Aurum. Nel corso del convegno, che si è aperto con i saluti del Sindaco Carlo Masci, si è trattata la tematica dell’imprenditoria sociale e come essa può ridurre il fenomeno dello spopolamento delle aree interne e rurali. Capofila del progetto ArnitaGaiduka della Lettonia.

CONDIVIDI