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Sul Canone per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap) il centrosinistra fa demagogia di grana grossa mentre il centrodestra è, e non potrebbe essere altrimenti, per il rispetto della legge. L’assurda pretesa del Pd di impegnare sindaco e giunta a congelare gli aumenti risponde alla sola logica di spacciarsi per paladini di una presunta equità, senza voler considerare che così ci si mette al di fuori da ogni quadro di legalità. L’aggiornamento delle tariffe non è né un capriccio né un modo di gravare il canone, ma risponde al preciso obbligo di adeguare gli indici Istat dell’imposta fermi dal 2009. La demagogia di cui si nutre il centrosinistra, che per cinque anni si è ben guardato dall’ottemperare a un obbligo specifico, è tale da spacciare come «bocciatura delle riduzione delle tariffe» un atto del Consiglio comunale per impedire ciò che la legge espressamente non permette. Lo sbandierato «assorbimento dell’aumento deciso con delibera 34 del 2020» è pertanto inattuabile.

Quel che è invece attuabile, e su cui il centrodestra si è applicato elaborando una proposta di delibera che a brevissimo sarà portata all’attenzione del Consiglio comunale, è l’abolizione della cosiddetta “tassa sull’ombra”, avversata dai titolari delle attività commerciali e produttive, con l’esclusione quindi del pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico dovuto per gli spazi al suolo su cui insistono tende fisse e retraibili. È questa l’unica esenzione Cosap consentita, e infatti ci si è lavorato con realismo per pervenire a un risultato concreto.

È inaccettabile la filosofia politica di fondo di non voler rispettare le leggi e di esortare a violarla. Davvero poca cosa, l’opposizione, se su questi argomenti si accontenta dei titoli fuorvianti dei giornali per coltivare personalismi mediatici avulsi da ogni regola di buona amministrazione.

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