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Ricorre oggi il 25esimo anniversario del barbaro omicidio del Maresciallo Capo Marino Di Resta, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Come ogni anno, nella piazza intitolata al Maresciallo, nella zona sud della città, alle ore 17.30, si è tenuta una sobria ma solenne cerimonia cui hanno preso parte oltre alla vedova, Dott.ssa Giuseppina Franzone ed i due figli Velia ed Alberico, il sindaco Avv. Carlo Masci, il Prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, Gen. C.A. Maurizio Detalmo MEZZAVILLA,  il Comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise Gen. B. Paolo ACETO, il Comandante Provinciale Col. Riccardo BARBERA, nonché i rappresentanti provinciali delle Forze dell’Ordine. Nutrita la presenza di Associazioni combattentistiche e d’Arma.

Nel corso degli intensi interventi del primo cittadino nonché del Generale Mezzavilla è stata ricordata la figura dell’eroe che, ricordiamo, perse la vita il 16 settembre 1996, in un conflitto a fuoco con malavitosi che avevano perpetrato una rapina ai danni di un commerciante di preziosi, salvando la vita ad un collega che stava per essere sopraffatto e ferendo tre malfattori prima di cadere esanime al suolo, attinto da numerosi proiettili.

Dopo la cerimonia le autorità hanno preso parte ad una messa commemorativa celebrata nella parrocchia di San Luigi Gonzaga nel quartiere Portanuova.

Questa la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita al Maresciallo Di Resta con D.P.R. n. 1986 del 9 maggio 1997: «Addetto a Nucleo Operativo di Comando Provinciale, rintracciati, unitamente ad altro militare, quattro malviventi armati che poco prima avevano rapinato un rappresentante di preziosi, pur consapevole della situazione d’inferiorità, non esitava ad affrontarli per prevenirne la fuga. Notato il commilitone sul punto di essere proditoriamente sopraffatto, dando prova di generoso altruismo e sereno sprezzo del pericolo, usciva arditamente allo scoperto intimando ai malviventi di lasciare libero il collega. Investito da violenta azione di fuoco, replicava prontamente con l’arma in dotazione riuscendo a ferire tre malfattori prima di cadere esanime al suolo attinto da numerosi colpi. L’eroico comportamento consentiva di salvare la vita al commilitone e successivamente di pervenire all’identificazione ed alla cattura dei quattro malviventi, di recuperare la refurtiva, nonchè di sequestrare numerose armi e munizioni. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio.»

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