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“L’epidemia da Sars-Covid-2 non è finita: il virus continua a circolare sottotraccia, è in mezzo a noi, sicuramente avrà una recrudescenza con l’arrivo del freddo perché con le basse temperature il nostro sistema immunitario si paralizza, è ancora un virus cattivo che impiegherà molti anni prima di diventare un raffreddore comune. Questa consapevolezza deve determinare un grande senso di responsabilità che ci deve consigliare l’utilizzo dei dispositivi di protezione, anche se non sono più obbligatori, quando ci troviamo in situazioni di rischio. Al tempo stesso manteniamo la guardia alta nei confronti di altre possibili virosi emergenziali che potrebbero arrivare nei prossimi anni a fronte di una tropicalizzazione del clima mediterraneo e che sta portando nei nostri territori zanzare di varie specie e portatrici di patologie come la Dengue, la West Nile o la Febbre Gialla”. Lo ha detto il dottor Paolo Fazii, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale civile di Pescara, nel corso dell’evento promosso dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, sul tema ‘Dal Covid-19 alle Virosi emergenti’. Presenti all’iniziativa, oltre alla dirigente Alessandra Di Pietro, Don Antonio De Grandis docente referente per l’emergenza Covid-19, Rosa De Fabritiis docente referente dello Sportello C.I.C., e poi il sindaco Carlo Masci, la responsabile dell’Ufficio Scolastico Provinciale Daniela Puglisi con Tiziana Venditti, la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Cepagatti Marina Gigante, il Prefetto emerito Vincenzo D’Antuono, il giudice Andrea Menna del Tribunale Ecclesiastico, Anna Maria Di Rita Presidente dell’Associazione Nazionale Cavalieri della Repubblica Italiana, la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Tornareccio-Rosciano Margherita Trua Presidente del Kiwanis Pescara, il professor Marco Lombardo Presidente della Lilt Pescara, la dottoressa Graziella Soldato Dirigente del Dipartimento di Prevenzione e Igiene Ambientale della Asl di Pescara, il dottor Mariusz Szymanski otorinolaringoiatra dell’Ospedale civile di Pescara e rappresentante del Lions, il vicepresidente ANPPE Gabriella Lentilucci, la psicologa Raffaella Papagno dell’Associazione DiversUguali e il dottor Gianluca Li Vigni medico competente dell’Ipssar ‘De Cecco’. Presenti inoltre gli studenti delle classi IV sezione A indirizzo Accoglienza, V sezione G e III sezione F indirizzo Enogastronomia e, infine, III sezione C indirizzo Sala, mentre in collegamento on line c’erano tutti gli studenti del Comprensivo di Cepagatti.

“Negli ultimi due anni abbiamo vissuto con il Covid un’esperienza drammatica – ha detto il sindaco Masci – che nessuno avrebbe mai immaginato e ci siamo difesi bene, dimostrando un’unità di intenti senza precedenti e una capacità di dialogo che ci ha permesso di risolvere problemi immensi. Eravamo impreparati e quando abbiamo visto i primi decessi abbiamo avuto paura, ma c’è stata una reazione fantastica da parte di tutti. Ricordo quando ci siamo ritrovati in ospedale in sei per decidere di fare l’Ospedale Covid, ma non c’erano i respiratori per tutti, e ci siamo trovati a dover decidere chi ricoverare. In tre mesi siamo riusciti a realizzare un Covid Hospital con circa 200 posti letto e con attrezzature all’avanguardia, sono stati due anni che ci hanno costretto a decisioni difficili, come la chiusura delle scuole dell’infanzia, con relative polemiche, che però ci hanno permesso di salvare tante vite umane”. “Oggi la scuola ha recuperato un servizio quasi normale, e parlo del recupero dei tempi, degli spazi, ovvero la possibilità di relazioni fisiche – ha detto la dirigente Di Pietro -, ma il virus c’è ancora con una circolazione endemica. Il Miur ci dice di avere prudenza a scuola, ma oggi le misure base di prevenzione sono modeste. L’obiettivo è ridurre l’impatto delle misure di sicurezza sull’attività didattica, ma comunque il Ministero ci dice di prepararci e di essere pronti perché a fronte di una crescita dei contagi si potrebbe disporre da un momento all’altro l’adozione di misure più restrittive. A questo punto la scuola si pone l’interrogativo su cosa dobbiamo aspettarci, ricordando che l’Istituto Alberghiero ha il suo cuore nei laboratori dove è difficile mantenere le distanze, la nostra è una scuola che lavora sul territorio, fa eventi, che significa avere molti contatti e poi è una scuola molto inclusiva, ovvero ha un elevato numero di ragazzi speciali tra i propri studenti”. “La pandemia da Covid-19 ha sorpreso tutti – ha detto il dottor Fazii – ma ci ha anche insegnato a gestire le emergenze virali che comunque potrebbero sempre verificarsi. Cominciamo con il Covid: ha cominciato a fare freddo e i numeri dei contagi hanno ripreso a salire perché il nostro sistema immunitario si paralizza. In più i ragazzi sono tornati a scuola che è un luogo di aggregazione, è vero che giovani e bambini si infettano di meno, ma possono essere veicolo di trasmissione, dunque c’è una circolazione maggiore del virus tra genitori e nonni. Dobbiamo essere consapevoli che oggi il Sars-Cov-2 non è un virus meno cattivo di due anni fa e che impiegherà molti anni prima di diventare un semplice raffreddore comune. Ora il Covid sta mutando, ha la capacità di circolare di più e il problema è se tocca il soggetto fragile. In Italia i non vaccinati sono 6 milioni di persone che possono ancora ammalarsi in modo importante, ricordando che non si muore per il virus ma per la tempesta citochinica che scatena nel corpo. Poi oggi sappiamo che, come per i virus precedenti, anche il Sars-Cov-2 avrà un salto di specie ogni due anni. Nel frattempo ci attendiamo per fine novembre un rialzo dei numeri dei contagi, anche se dovremmo avere meno decessi. Il problema vero potrebbe essere causato da una riduzione dei vaccini che potrebbe favorire un mutamento del virus in termini peggiorativi. Certo è che dovremmo continuare a usare strumenti di difesa importanti, prime fra tutte le mascherine, senza dimenticare che la quarta dose del vaccino è consigliata. Accanto al Covid – ha proseguito il dottor Fazii – oggi abbiamo a che fare con altri virus emergenti, come il vaiolo delle scimmie che è arrivato anche in Italia e in Abruzzo abbiamo avuto 4 casi. Fortunatamente l’emergenza si sta esaurendo, ma ricordiamo che si tratta di un virus che esiste già da tempo, ne abbiamo due ceppi, uno dell’Africa occidentale che ha una mortalità dell’1 per cento, e quello più grave dell’Africa centrale che ha invece una mortalità dell’11 per cento. E oltre alle varianti della Sars-Cov, oggi sappiamo che presto dovremo fare i conti con altri virus come la Dengue e la Febbre Gialla che arriveranno nel bacino del Mediterraneo a causa di un processo di tropicalizzazione del clima che favorisce la proliferazione delle zanzare, così come la West Nile”. A chiudere l’intervento è stata la dottoressa Soldato che ha ricordato che “esiste un Piano nazionale di sorveglianza delle albovirosi e anche un Piano di sorveglianza della Asl delle zanzare che consiste nell’installazione di trappole in luoghi sensibili, come porti e aeroporti che consente di verificare quali sono le specie più o meno infette presenti sul territorio”.

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