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Le recenti decisioni assunte dai vertici TUA hanno oltrepassato ogni soglia di accettabilità. Sta emergendo un modello gestionale percepito come autoritario, punitivo e imposto dall’alto senza alcun confronto, che sta compromettendo l’organizzazione del lavoro e la dignità degli operatori di esercizio, arrecando al contempo un grave danno all’utenza.

TURNI MASSACRANTI

Turni estenuanti da 13 ore e oltre, completamente stravolti e costruiti in modo tale da impegnare gli autisti per intere giornate. Turni che sul lungo periodo consumano fisicamente e psicologicamente i lavoratori, togliendo loro ogni possibilità di vita privata.

PART-TIME STRAVOLTI E DIRITTI CALPESTATI

In diverse residenze si sta registrando una gestione dei turni profondamente problematica. I lavoratori part-time vengono informati dell’orario di servizio soltanto il giorno precedente, rendendo impossibile qualsiasi pianificazione personale o familiare. Ancora più preoccupante è l’utilizzo quasi sistematico del personale part-time su turni di fatto equivalenti a quelli full-time. Si tratta di una pratica che esula dalla corretta applicazione del contratto e che rischia di violare principi e normative a tutela del lavoro part-time.

PRESSIONI, RITORSIONI E CLIMA DI PAURA

Chi non accetta condizioni inique rischia trasferimenti forzati, ferie negate, permessi bloccati o continue vessazioni. Un clima intimidatorio degno di ben altri contesti, non di un’azienda pubblica finanziata con soldi dei cittadini.

MENTRE AI DIRIGENTI… NULLA MANCA

Mentre ai lavoratori si chiede sacrificio ai vertici non manca nulla, in quanto i loro lauti stipendi non vengono sacrificati e, come se non bastasse, hanno a disposizione l’auto aziendale anche fuori dalla loro attività lavorativa. La dirigenza continua a crescere e le posizioni apicali si moltiplicano; per usare una metafora, potremmo dire che in TUA oggi ci sono più dirigenti che consiglieri regionali. Nel frattempo i sacrifici li fanno sempre gli stessi: autisti, meccanici, impiegati, operatori di biglietterie e call center, ecc..

REALTÀ AZIENDALI STRAVOLTE

Residenze storiche, anche turistiche, vengono date in subconcessione ai privati. Altre vengono accorpate generando lunghe corse a vuoto e costi aggiuntivi all’azienda. Scelte assurde che peggiorano servizio e condizioni dei lavoratori.

TAGLI OVUNQUE, MA LA LOTTA ALL’EVASIONE TARIFARIA NON ESISTE

Abbiamo denunciato debiti per 37 milioni di euro, incarichi esterni continui e gare di appalto bancarie. Ma una domanda rimane: perché tagliare sempre e solo sul personale, mentre in dieci anni non è stata avviata una vera lotta all’evasione tariffaria che, ad oggi, ammonta a oltre 10 milioni di euro?

LA REGIONE ABRUZZO NON PUÒ PIÙ TACERE

La Regione, proprietaria di TUA, deve dirci se è complice o vittima di questa gestione fallimentare. Il silenzio non è più accettabile: i lavoratori meritano risposte e rispetto.

BASTA! È IL MOMENTO DELLA MOBILITAZIONE

Non accetteremo ulteriori peggioramenti. Non accetteremo ulteriori abusi, pressioni, turni massacranti e tagli indiscriminati. I lavoratori non si toccano. La dignità non si taglia, è un diritto e si tutela. Il tempo è galantuomo e la verità emergerà. Noi saremo qui, uniti, a difendere ogni singolo lavoratore. E lo faremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione. In conclusione, ancora una volta chiediamo l’intervento diretto del Presidente della Regione Abruzzo, affinché metta fine a una gestione che sta compromettendo il funzionamento del servizio e il rispetto dei lavoratori.

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