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A causa delle ultime uscite sulla stampa, siamo costretti ancora una volta a dare spiegazioni sui dirottamenti che si sono verificati negli ultimi tempi nel nostro Aeroporto. Innanzitutto ci preme ricordare due aspetti: il primo, troppo spesso dimenticato, che parlare di questi temi, senza avere approfondite cognizioni tecniche aeronautiche, è quantomeno improvvido. Spiegare in modo così assertivo, ad un pubblico indistinto, gli accadimenti che sono frutto di una molteplice serie di fattori, per lo più incontrollabili dalla società di gestione (si pensi in primo luogo al meteo), significa infatti solo arrivare a conclusioni superficiali, sommarie e scientificamente inattendibili. Occorrerebbe maggiore prudenza ed un po’ meno di autoreferenzialità.

Il secondo: chi contesta questi disagi quasi fossero “unici” ha dimenticato troppo velocemente quanto accaduto recentemente in tutta Italia, in alcuni aeroporti nei quali vi sono stati anche notevoli problemi di ordine pubblico.

Siamo in un periodo dell’anno nel quale questi fenomeni sono purtroppo frequenti, tanto più in alcune zone del Paese particolarmente esposte ad accadimenti climatici, come quelli che hanno interessato anche l’Aeroporto d’Abruzzo, unitamente ad altri aeroporti costieri. Entrando nel dettaglio, in tutto il 2025 i dirottamenti registrati verso altri scali, cioè 29, sono stati lo 0.41 per cento del totale dei movimenti commerciali operati sullo scalo, pari a 6.924, e contestualmente l’Aeroporto d’Abruzzo ha accolto anche 17 voli dirottati da altri aeroporti.

Fatte queste premesse, con i limiti della sintesi, cerchiamo di fornire qualche “risposta” in più a chi ha operato autonome ricostruzioni sui lavori per l’allungamento della pista, che poco hanno a che vedere con la realtà dei fatti.

È noto a tutti che una società di gestione opera in stretto contatto e sotto il coordinamento dell’Autorità di controllo, l’Enac. Pertanto, tutto ciò che concerne l’operatività a 360 gradi di un aeroporto, ad iniziare dai lavori, va condiviso con la medesima Autorità, che ha potestà regolamentare nel sedime aeroportuale e nella supervisione dell’operatività aeroportuale. Ci rendiamo conto che ripetiamo l’ovvio, ma siamo altrettanti coscienti che, viste le circostanze, non è superfluo farlo.

Bene, andiamo ai lavori sulla pista, che come sappiamo andavano completati per portarla ad una lunghezza massima adeguata per consentire ai vettori aerei di raggiungere destinazioni intercontinentali.

Posto che, a prova di smentita, nessun comunicato ufficiale è stato volutamente pubblicato dalla Saga a fine anno scorso, proprio per quanto si dirà appresso, l’unica verità è la seguente: i lavori di allungamento della pista di volo al 31 dicembre 2025 volgevano effettivamente al termine, come da programma. Infatti, erano stati già realizzati il pacchetto di fondazione e di pavimentazione della pista fino all’attacco con la vecchia pista e tutte le predisposizioni impiantistiche degli aiuti visivi luminosi.

Per la realizzazione del tappetino bituminoso di finitura della pavimentazione della pista, programmata per fine anno, le valutazioni sulle condizioni meteo (previste e monitorate) e condivise con ENAC, hanno imposto di rimandare, perché la pioggia e le basse temperature notturne avrebbero inficiato la corretta realizzazione e la durabilità della finitura. Di qui la presenza ancora di qualche mezzo di lavoro sul cantiere.

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