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Conoscenza e conservazione del centro storico di Spoltore: lo studio, a cura del dipartimento di architettura dell’Università D’Annunzio, riguarda la messa a sistema delle emergenze storico-artistiche. In Sala Consiliare si è tenuto martedì il convegno che avvia ufficialmente il progetto. “Abbiamo voluto fermamente questa convenzione e mettere in primo piano il recupero e la valorizzazione di elementi centrali del centro storico come i torrioni, la vecchia cinta muraria della città e il Belvedere” ha spiegato il sindaco Chiara Trulli. È un grande progetto di riconoscimento del centro storico frutto di una collaborazione tra l’amministrazione comunale e università, sotto la guida dei docenti di restauro Clara Verazzo e Claudio Varagnoli.

“L’obiettivo dell’amministrazione” ha proseguito “è avere un piano che in maniera organica metta insieme tutti gli elementi topici del Centro Storico al fine di poter costruire un’azione di marketing territoriale che porti al suo sviluppo, e soprattutto darsi le basi di contenuto necessarie per accedere ai bandi di finanziamento. Vogliamo inoltre sviluppare il confronto con la cittadinanza in una logica bottom-up, di interlocuzione tra l’amministrazione comunale e gli stakeholder del territorio, affinché le scelte non vengano calate dall’alto ma siano frutto appunto di una vera e propria concertazione”. L’accordo si inserisce in una strategia di valorizzazione del borgo avviata già da tempo dal Comune, con la prospettiva che porterà il capoluogo di Spoltore a diventare il centro storico di Pescara dopo l’unione programmata per il primo gennaio 2027. “Una sorta di laboratorio della partecipazione, sotto egida dell’Università, per avviare tutte quelle azioni in grado di rendere Spoltore il salotto culturale della Nuova Pescara” ha concluso il sindaco.

“E’ un progetto che procederà in più gradi” ha chiarito Varagnoli “basato soprattutto su studi che serviranno a mettere in luce le qualità del centro storico di Spoltore. In questo appuntamento presentiamo il lavoro di studenti ancora in corso: questo è importante perché significa che lo stanno ancora elaborando”. Lo sguardo dei ragazzi si è concentrato soprattutto dal punto di vista storico, per indagare le caratteristiche costruttive delle case di Spoltore e dei palazzi più importanti. L’obiettivo è scoprire, dal punto di vista architettonico ed edilizio, “la cultura tradizionale del centro storico al fine della sua proiezione al futuro, e dare dunque indicazioni all’amministrazione su come fare opere di conservazione e restauro”.

“Non dobbiamo ricreare la Spoltore del XVIII o XIX secolo” ha aggiunto la docente Clara Verazzo “ma è necessario conoscere per poter progettare interventi. I colori di Spoltore ad esempio dipendono dalla vicinanza del mare, che si riconosce anche nei materiali utilizzati per la sua edificazione”. L’architetto ha inoltre elencato i problemi legati alla tendenza, degli ultimi decenni, a lasciare la pietra dei mattoni “nuda”, senza l’intonaco. Una sorta di “pelle per gli edifici” la cui assenza espone maggiormente all’erosione di acqua e vento.

Il sindaco Chiara Trulli, nei suoi ringraziamenti, ha sottolineato l’importanza della collaborazione, frutto di una convenzione firmata dal Comune, con Università e studenti: “voglio dire grazie ai ragazzi per aver fornito ottime basi da cui partire per la valorizzazione del centro storico. Ringrazio di cuore la professoressa Verazzo e il professor Varagnoli perché con questo progetto ci consentono di elevare veramente il livello culturale del dibattito sul nostro centro storico, che in questo momento sta vivendo una fase di grande rilancio carica di ansia e di aspettative. Ringrazio di cuore anche il consigliere Cinzia Berardinelli, da sempre attenta alle questioni che riguardano la riscoperta della storia e delle bellezze artistiche e archeologiche di Spoltore, e l’assessore alla cultura Nada di Giandomenico. Per quanto riguarda la parte tecnica, il responsabile Claudio Rosica, i geometri Carlo Di Massimo e Gabriella Luciani: se possiamo immaginare di attuare progetti così imponenti, come una riqualificazione complessiva del borgo, è perché c’è anche una macchina amministrativa che concretizza le scelte politiche”.

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