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Alle 19.08 del 23 dicembre 1984, un’esplosione violentissima colpì il treno Rapido 904 proveniente da Napoli e diretto a Milano, mentre percorreva la Grande Galleria dell’Appennino. Persero la vita 17 persone e 267 restarono ferite: tra loro c’era anche la maestra Maria Paola Arcasi, che questa mattina (18 marzo 2024) ha incontrato gli alunni di Spoltore e portato la sua testimonianza su quelle ore terribili. “Solo alcuni giorni dopo” ha raccontato “si comprese esattamente che non era stato solo un incidente”. Per le modalità organizzative e per i personaggi coinvolti, è stato indicato dalla Commissione stragi del parlamento come un evento antesignano e precursore dell’epoca della guerra di mafia dei primi anni ottanta del XX secolo, direttamente legato alle attività di Cosa Nostra.

“Io avevo solo 10 anni. Assieme a mia madre stavamo andando a Milano per festeggiare insieme a mia zia il Natale, avevamo appena subito un lutto importante, la perdita di mio nonno, e non ce la sentivamo di passare le feste da sole. Quindi ci siamo messi in viaggio, e io ero un po’ in ansia, era il mio primo viaggio in treno” Ma la madre l’aveva incoraggiata con una promessa: “quando arriveremo a Milano, vedrai la neve”. “A Napoli nevica molto raramente, così non l’avevo mai vista”. A metà della galleria, l’esplosione dell’ordigno che, si scoprirà in seguito, era stato messo a bordo nella stazione di Firenze.

I ragazzi, accompagnati dai docenti, hanno avuto modo di ascoltare il racconto di quei momenti drammatici, vissuti da colei che all’epoca era una bambina della loro stessa età, cui hanno rivolto le più disparate domande alle quali Arcasi ha risposto con dovizia di particolari. L’incontro è stato ricco di spunti di riflessione ed ha aiutato i ragazzi a comprendere il valore della testimonianza e dell’impegno personale al servizio della giustizia e del senso civico.

“Di quel momento ricordo tutto, sono cose che non si dimenticano. Mia madre era di fronte a me, al momento dello scoppio dell’ordigno ero rivolta verso il finestrino e guardavo una goccia”. E’ stata così investita dai vetri e ferita agli occhi, rischiando di diventare cieca. “Porto la mia testimonianza nelle scuole perché quando si parla di mafia i ragazzi la sentono come qualcosa di lontano. purtroppo la mafia e la camorra possono colpire chiunque e dovunque. Pertanto è necessario sconfiggerla, estirpare questo male cambiando il nostro modo di pensare”.

“Fa molto piacere vedere i bambini così partecipi e coinvolti” ha detto il sindaco Chiara Trulli al momento di salutare la maestra. “Quando ci si chiede cosa è accaduto e come evitare il ripetersi di eventi del genere, io ricordo sempre che ognuno di noi deve scegliere ogni giorno tra il bene e il male. Possiamo farlo, ad esempio “. Tra pochi giorni sarà poi il 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

L’incontro è inserito all’interno del percorso laboratoriale “Ricordare il passato, per vivere il presente e migliorare il futuro “, rivolto alle classi quinte del Circolo Didattico di Spoltore. La tematica della Legalità costituisce un continuum nel Curricolo dell’Offerta Formativa del Circolo Didattico di Spoltore ormai da molti anni, data la consapevolezza dell’estrema importanza che riveste la precocità della scoperta e la coscienza del proprio ruolo all’interno della comunità civile

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