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Mercato ittico all’ingrosso nel caos

Una gestione unilaterale, priva di base giuridica e pericolosa per la
salute pubblica. L’Associazione “Pescara Brillante”, per il tramite del proprio legale Avv.
Federica Liberatore, ha inviato una dura diffida e formale messa in mora ad AMBIENTE
S.p.A. e, per conoscenza, al Comune di Pescara. Oggetto della contestazione: l’improvvisa e
indiscriminata rimozione dei cassonetti della differenziata e dei roll per il polistirolo dall’area
interna del Mercato Ittico all’Ingrosso di via Paolucci.
La decisione, attuata nella mattinata odierna da Ambiente S.p.A. in esecuzione di una nota
della Direzione del Mercato datata 30 giugno, impone agli operatori il divieto assoluto di
conferire cassette di polistirolo e scarti di lavorazione in loco, costringendoli a trasportare
autonomamente i rifiuti biologici e speciali presso le eco-piazzole cittadine.
«Siamo di fronte a un vero e proprio abuso di diritto da parte degli uffici comunali e della
dirigenza mercatale – dichiara con fermezza l’Avv. Federica Liberatore. Il vigente
Regolamento comunale del Mercato Ittico (Delibera C.C. 179/2010) stabilisce chiaramente
che il servizio di pulizia e lo smaltimento dei residui di origine animale sono servizi pubblici
essenziali, integrati nella struttura e garantiti dall’Amministrazione. Smantellare questo
sistema con un semplice atto dirigenziale, senza alcuna delibera del Consiglio Comunale e
ignorando la Commissione Consultiva, è un atto illegittimo che configura l’interruzione di un
pubblico servizio. A questo abuso si aggiunge la condotta della governance di Ambiente
S.p.A., che ha scelto di dare acritica esecuzione a un ordine palesemente illegittimo del
Comune, rendendosi complice del disservizio».

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L’Associazione denuncia con forza le gravissime ripercussioni igienico-sanitarie della
misura. Obbligare gli operatori a movimentare scarti biologici della pesca (SOA) e imballaggi
potenzialmente contaminati fuori dal perimetro protetto del mercato, lungo le strade
cittadine, espone la città a rischi di sversamenti, odori e percolati, violando i principi
elementari del Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006).
Inoltre, l’ordine imposto mette i lavoratori in una condizione paradossale e insostenibile: da
un lato viene drasticamente ridotta la capacità di stoccaggio interno, dall’altro il regolamento
vieta di accumulare imballaggi vuoti nei magazzini, scaricando interamente sui concessionari
costi e oneri operativi già coperti dalle tasse e dai canoni di mercato regolarmente corrisposti.
Con l’atto di diffida notificato in data odierna, l’Associazione “Pescara Brillante” chiede il
ripristino immediato dei cassonetti e dei roll e la contestuale sospensione delle nuove
disposizioni.
L’avviso finale è perentorio: in difetto di un immediato dietrofront e della garanzia di
continuità del servizio nel pieno rispetto delle norme HACCP, l’Associazione adirà le
competenti Autorità Giudiziarie e Amministrative per denunciare le violazioni di legge e
tutelare gli operatori e la collettività da qualsiasi danno patrimoniale e sanitario derivante da
questa gestione scellerata.
Per ulteriori informazioni e riferimenti, si rimanda agli atti formali inviati agli organi competenti:
“DIFFIDA RIPRISTINOSERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI.pdf” e “NOTA DI PESCARA BRILLANTE
CONTRO NOTA DOTT.MANSUETI E IOPPI PER RIFIUTI.pdf”.
Associazione “Pescara Brillante”
Studio Legale Avv. Federica Liberatore

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